Circular.co: il marketplace B2B sostenibile
Sempre più aziende si occupano di supportare l’economia sostenibile. L’industria del riciclo, infatti, può essere vantaggiosa per i marketplace anche dal punto di vista degli introiti.
Ne è convinto Ian Arthurs, fondatore e CEO di Circular.co, una startup di mercato B2B che acquista e vende materie prime riciclate come la plastica. Così dice:
“Circular.co non è solo un punto o un mercato spot. Facilita l'intero processo di approvvigionamento, controllo e determinazione dei prezzi.”
Solo affari? In realtà c’è anche il bisogno di semplificare il processo di ricerca della plastica e avviare anche qui la digitalizzazione che permette di migliorare ogni passaggio di produzione.
Circolar.co: cos’è?
Circular.co è un marketplace B2B che mette in comunicazione le aziende che hanno bisogno di materie plastiche con le aziende produttrici di materie plastiche sostenibili.
Emblema di una cultura sostenibile, Circular.co si pone al servizio del settore industriale per contribuire alla riduzione dei materiali che finiscono nelle discariche. Ma per compiere questo processo è necessario operare dei cambiamenti significativi affinché il risultato sia efficace e veloce. Tutto questo non ha delle ripercussioni positive solo sull’ambiente ma anche sul business ed Internet può avere un ruolo cruciale in questo obiettivo innovativo.
La mancanza di infrastrutture di riciclo e approvvigionamento danneggia l’economia e Circular.co si batte per cambiare al più presto lo stato di cose.
Come essere sostenibili
Ma come fare a lottare per un’economia sostenibile? Arthurs sfrutta la sua esperienza nel settore e-commerce e marketplace. E non gli manca l’iniziativa, avendo lavorato in diversi settori:
Direttore operativo di Medium, piattaforma di pubblicazione online aperta a liberi professionisti e altri scrittori.
Direttore operativo di TaskRabbit, un mercato online che abbina la manodopera freelance alla domanda locale. (IKEA ha acquisito TaskRabbit nel 2017).
Responsabile delle vendite e delle operazioni negli Stati Uniti presso il mercato di alloggi online Airbnb.
Responsabile della pubblicità sui viaggi, delle vendite online e delle operazioni di Google.
Lavoro nel marketing per il colosso dei beni di consumo confezionati Colgate Palmolive Co.
E sulla scia di Circular.co altre aziende si stanno muovendo in questa direzione. Tra queste ricordiamo PCX Markets di Singapore che permette ad aziende come PesiCo e Colgate di acquistare crediti di plastica certificati per ridurre l’impatto sull’ambiente.
Nel 2021, Google, Afara e IHS Markit hanno stilato un rapporto denominato “Closing the Circularity Gap” in cui affermano che sono ben 276 milioni le tonnellate di plastica prodotte annualmente. E il 93% deriva da catene di approvvigionamento legato ai prodotti petroliferi. Soltanto il 7% viene attualmente recuperato per essere riciclato.
Perché sostenere il riciclo
Sostenere il riciclo significa garantire opportunità economica.
Le parole di Arthurs sono chiare in proposito: le grandi aziende, come Walmart o Amazon, devono negoziare i prezzi di questi servizi di riciclo , dato che le aziende di medie e piccole dimensioni non sempre possiedono i mezzi per farlo. E aggiunge:
"Il problema riguarda l'accesso. Se un'azienda di prodotti di consumo per bevande di medie dimensioni desidera aumentare l'uso della resina post-consumo dal 10% al 20% al 100%, possiamo aiutare".
L’idea di un mercato unico
Ma come funziona questa rete di vendita? Ecco le fasi:
Il cliente fa un ordine di acquisto (ad esempio di resina prodotta da risorse rinnovabili);
Circular si mette in contatto con i centri addetti in Europa, Asia e Stati Uniti;
L’azienda addetta al riciclo invia i materiali campione al cliente;
Attraverso la piattaforma centralizzata in Circular.co si gestiscono le chat di assistenza, sia per i venditori che per gli acquirenti, e persino i pagamenti.
L’idea di centralizzare l’attività nel proprio marketplace permette, secondo l’ottica di Arthurs, di velocizzare le operazioni e ottenere rapidamente le risposte in un unico punto.
La rete di Circular.co
Risulta ormai chiaro che Circular.co è addetto a gran parte delle funzioni all’interno del processo di riciclo e vendita. Ecco perché si occupa anche di logistica e campionamento.
E nel momento di procedere al pagamento, Circular redige un contratto online che entrambe le parti, cliente e venditore, devono firmare. Solitamente usando un servizio esterno come HelloSign.
Per le spedizioni espone delle API (Application Programming Interface) e per i pagamenti utilizza Stripe, sfruttando anche una serie di canali che gli consentono di fare statistiche, raccogliere dati e fare accurate analisi.
Ma c’è anche un altro punto che rende Circular.co un’azienda diversa dalle altre: la chat. Sempre più comuni nel mondo e-commerce sono i chatbot dove un’assistente virtuale risponde sulla base di risposte automatiche presenti nel sistema. Non è così per il mercato B2B di Arthurs che ci tiene a sottolineare la presenza di ben 80-90% di persone reali dall’altro capo del computer pronti per rispondere alle domande in chat. Una delle ragioni è la tipologie di domande effettuate agli assistenti, che spesso sono talmente complesse da non potere essere gestite da un chatbot.
Questo fattore però è molto apprezzato dai clienti che trovano una soluzione rapida ai loro quesiti e un processo più semplificato.
Prezzi trasparenti e accessibilità
Circular.co sottolinea l’importanza della trasparenza nei prezzi ed è per questo che si occupa personalmente di negoziare i costi tra le parti. E gli acquirenti, attraverso la piattaforma online, possono seguire e tracciare i loro ordini visualizzando in ogni momento le proposte, le schede tecniche, i contratti e le informazioni relative alle spedizioni.
Ciò che conta per Circular.co è semplificare tutti i processi legati al riciclo e garantire sempre, in ogni fase, accessibilità e qualità dei materiali. E sulla base di questi due elementi negoziare il prezzo.
Ecco cosa dice in proposito Arthurs:
"La negoziazione diventa importante perché aiutiamo i nostri clienti a ottenere una riduzione del prezzo se acquistano milioni di sterline al mese"
Momentaneamente l’azienda è concentrata sulla plastica, ma vuole presto ampliarsi con altri materiali, come vetro, carta e metalli, dal momento che la domanda di materie sostenibili è crescente e la tecnologia può aiutare molto a gestire domanda e offerta.
Pertanto non ci resta che monitorare l’attività di Circular.co e attendere queste nuove opzioni che renderanno il marketplace ancora più importante nel settore del riciclo e dei marketplace B2B